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Docenti: PISANO Simone
Attività didattica: DIALETTOLOGIA
SSD: L-LIN/01
Ore docente: 36
Ore corso: 36
CFU: 6
Periodo di didattica: 1° semestre
Titolo del corso:
Contenuto del corso:
Introduzione alla diversità linguistica: panorami italiani ed europei.
Il corso intende approfondire alcune tematiche della dialettologia tradizionale e inquadrare da un punto di vista fonetico-fonologico e morfosintattico le varietà linguistiche parlate all’interno dello stato italiano. Nello specifico si approfondiranno alcuni temi:
1) Caratteristiche fonetico-fonologiche delle varietà italoromanze;
2) Le caratteristiche morfo-sintattiche di lingue e dialetti d’Italia e classificazione delle lingue romanze;
3) Perché alcune varietà romanze parlate in Italia non possono essere considerate italoromanze;
4) Tipologia morfosintattica delle varietà linguistiche (romanze e non) parlate in Italia;
5) Questioni di linguistica areale e di contatto tra lingue minori, dialetti italo-romanzi e italiano (con particolare riguardo al lessico, alla fonologia e alla morfosintassi);
Infine, la situazione italiana sarà posta a paragone con quella di altri stati europei (come Regno Unito, Francia, Germania, Spagna).
Prerequisiti: Conoscenze di linguistica generale e storica.
Testi di riferimento: F. Fanciullo, Prima lezione di dialettologia, Editori Laterza, Roma-Bari, 2015 e ss.
Dal volume: M. Maiden, M. Parry (a cura di), The Dialects of Italy, Routledge, Londra, 2014, gli studenti sceglieranno il capitolo sulla loro regione.
Per gli studenti che volessero sostenere l'esame da 9 crediti è obbligatoria la lettura di 3 saggi a scelta tra i seguenti:
F. Parrino (1967), “Su alcune particolarità della coniugazione nel dialetto di Ripatransone”, in L’Italia Dialettale 30, pp. 156-166.
T. Franceschi (1969), “Il principio dell’esagerazione come criterio di ricerca linguistica”, in Archivio Glottologico Italiano 54, pp. 49-85.
G. Rohlfs (1991), Studi e ricerche su lingua e dialetti d’Italia, Firenze, Sansoni. (N.B. scegliere uno o più articoli contenuti nel volume).
P. D’Achille e C. Giovanardi (1995), “Romanesco, neoromanesco o romanaccio? La lingua di Roma alle soglie del Duemila”, in M. T. Romanello e I. Tempesta (a cura di), Dialetti e lingue nazionali. Atti del XXVII Congresso della Società di Linguistica Italiana; Lecce 28-30 ottobre 1993, Roma, Bulzoni, pp. 397-412.
F. Fanciullo (1998), “Per una interpretazione dei verbi italiani a inserto “velare””, in Archivio Glottologico Italiano 83, pp. 188-239.
F. Fanciullo (2001), “Il Rafforzamento Fonosintattico nell’Italia Meridionale. Per la soluzione di qualche problema”, in A. Zamboni / P. Del Puente / M.T. Vigolo (a cura di), La dialettologia oggi tra tradizione e nuove metodologie (Atti del Convegno Internazionale, Pisa 10-12 febbraio 2000), Pisa, ETS, pp. 347-382.
M. Loporcaro e M. T. Vigolo (2003-2004), “Accordo per genere del verbo finito in italo-romanzo: l'arco alpino orientale”, in L’Italia Dialettale 63-64, pp. 7-32 [ma 2005].
S. Pisano (2007), “Esiti dell’approssimante palatale j nella varietà di Orune (Nuoro): differenziazione fonetica su base sessuale”, in L’Italia Dialettale 68, pp. 99-140.
M. Maiden (2011), “Morphonological innovation”, in M. Maiden / J. C. Smith / A. Ledgeway (a cura di), The Cambridge History of the Romance Languages, Vol. 1, Cambridge, Cambridge University Press, pp. 216-267.
P. Auer (2011), “Dialect vs. standard: a typology of scenarios in Europe”, in B. Kortmann e J. van der Auwera (a cura di): The languages and linguistics of Europe. A comprehensive guide, de Gruyter, Berlin/New York, pp. 485-500.
M. Cerruti e R. Regis (2014), “Standardization Patterns and Dialect/Standard Convergence: a North Western Italian Perspective”, in Language in Society 43,1, pp. 83-111.
M. Loporcaro (2016), “Auxiliary selection and participial agreement”, in A. Ledgeway e M. Maiden (a cura di), The Oxford guide to the Romance languages, Oxford, Oxford University Press, pp. 802-818.
S. Pisano (2018), “Ricorsività e paradigmi verbali nel sardo contemporaneo”, in M. Becker e L. Fensenmeier (a cura di), Configurazioni della serialità linguistica. Prospettive italo-romanze, Berlino, Frank & Timme, pp. 15-30.
Metodi didattici: Il corso si articola in lezioni frontali tradizionali con l'utilizzo di strumenti multimediali quali audio, video presentazioni in PowerPoint. A proposito dei PowerPoint si specifica quanto segue: Le slide, servono soprattutto a presentare plasticamente grafici e cartine e NON costituiscono di per sé un sostituto del corso, ma semmai lo integrano in minima parte. La comprensione delle stesse è peraltro complementare alla frequenza delle lezioni che è quindi CALDAMENTE consigliata.
Obiettivi formativi: a) (conoscenza e comprensione) Il corso introduce ai fondamenti teorici dell’analisi della dialettologia e si presuppone di far conoscere allo studente le principali differenze diatopiche e tipologiche delle varietà parlate in Italia.
b) (capacità di applicare conoscenza e comprensione) Sulla base degli strumenti appresi, lo studente acquisirà la capacità di analizzare le varietà linguistiche parlate in Italia a livello lessicale, fonologico e morfo-sintattico.
c) (autonomia di giudizio): Il corso stimola una riflessione sulle dinamiche linguistiche che si osservano all’interno dello Stato italiano e rende consapevole lo studente delle peculiarità linguistiche che caratterizzano l’Italo-Romanzo e le altre varietà linguistiche romanze e non parlate in Italia.
d) (abilità comunicative) Lo studente sviluppa abilità comunicative specifiche e apprende un linguaggio tecnico appropriato alla descrizione dei fenomeni osservati.
e) (capacità di apprendimento) Lo studente sarà in grado di applicare le conoscenze acquisite a specifici casi di studio
Risultati di apprendimento attesi e modalità di verifica: Risultati di apprendimento attesi:
Gli studenti saranno in grado di conoscere la situazione linguistica italiana e acquisiranno conoscenze specifiche sui seguenti argomenti sulle specificità delle diverse aree linguistiche presenti all'interno dello stato italiano e nei territori limitrofi (p.es. Corsica, arco alpino. Sapranno inoltre analizzare repertori linguistici complessi non solo in ambito italiano. L'esame finale consiste in un colloquio finale e prevede anche la discussione di una tesina scritta sulla situazione linguistica delle regione di origine (o a scelta dello/della studente/studentessa). La tesina influirà per il 40% sull'esito finale della prova d'esame. Gli studenti non frequentanti sono tenuti a prendere contatto con il docente entro la fine del corso. Saranno comunque tenuti a compilare una tesina come gli studenti frequentanti e integreranno la loro preparazione con lo studio del volume M. Maiden, M. Parry (a cura di), The Dialects of Italy, Routledge, Londra, 2014.

Modalità verifica conoscenze:
L'esame finale consiste in un colloquio finale e prevede anche la discussione di una tesina scritta sulla situazione linguistica delle regione di origine (o a scelta dello/della studente/studentessa). La tesina influirà per il 40% sull'esito finale della prova d'esame. La tesina dovrà essere presentata al docente almeno una settimana prima dalla discussione durante la prova orale. Non sono previste prove intermedie.
Colloquio orale / Oral exam, Stesura di tesina scritta obbligatoria discussa durante il colloquio orale e presentata qualche giorno prima al docente.
Altre informazioni: